La dimensione perduta del tempo

Bentornati cari lettori sul blog,
spesso e volentieri capita di chiederci se sia possibile viaggiare nel passato. Sentiamo che attraverso misure surreali e fantascientifiche questo è possibile. In realtà oggi, attraverso questo articolo, voglio parlarvi di come basti uno sguardo nel cielo per vivere davvero nel passato.
Chiaramente il tema di cui voglio parlare è il Tempo. Questa dimensione della nostra realtà ci ha sempre appassionati e ci pone ancora molte domande. Attraverso l’osservazione dell’Universo possiamo avvicinarci di più a queste risposte. Ma oggi non voglio proporvi un argomento pieno di formule fisiche, ma una piacevole (spero) lettura su come basti davvero poco per dare “un’occhiata” al passato.

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Alcune galassie del profondo cielo riprese dal telescopio Hubble.

Partiamo dunque da un esempio pratico quotidiano.
Quando ci troviamo davanti ad una persona, l’immagine di questa deve giungere al nostro occhio. Dal momento che l’immagine della persona deve compiere uno spazio per giungere al nostro occhio e dato che questa impiega del tempo per compiere la distanza, noi vediamo le gesta della persone in leggero ritardo. Chiaramente dato che la distanza è contenuta e l’immagine viaggia molto velocemente (velocità della luce=299 792,458 km/s) non ci accorgiamo di questo ritardo di un infinitesimo di tempo.

Consideriamo ora un oggetto più distante nello Spazio, per esempio il Sole. Questa stella dista dalla Terra circa 149.600.000 km. Questo vuol dire che l’immagine del Sole deve compiere tutta questa distanza per giungere al nostro occhio. Nonostante la figura viaggi ad un una velocità altissima, l’immagine del Sole impiega circa 8 minuti per compiere tutto questo Spazio, giungere sulla Terra e quindi al nostro occhio.
Mi seguite? Esatto avete capito bene: l’immagine del sole giunge ai nostri occhi con 8 minuti di ritardo da quando parte.
Questo significa che ogni volta che voi guardate il sole, lo vedete com’era 8 minuti prima e non com’è in realtà in quel momento. “Banalmente” se il sole esplodesse, noi visivamente non ci accorgeremmo di nulla ma percepiremmo l’esplosione con un ritardo di ben otto minuti.

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Se ci pensate, in confronto all’Universo, abbiamo preso un oggetto relativamente vicino come il Sole. Le altre stelle, le galassie, le nebulose che vediamo di notte sono però molto più lontane del sole. Arrivano ad essere anche anni luce lontane da noi. Cosa succede dunque con l’immagine di questi oggetti che sono ancora più lontani da noi? Dato che la velocità dell’immagine è la stessa e la distanza aumenta, significa che anche il tempo impiegato a giungere al nostro occhio diventa sempre più grande. Esatto avete capito bene, quando guardate le stelle in cielo di notte (quei piccoli puntini, non serve un telescopio), di queste non vedete l’aspetto presente ma, dipendentemente dalla stella, osservate com’erano giorni, mesi o anni fa.

Prendiamo gli ultimi due esempi facilmente individuabili nel cielo notturno: la Stella Polare e la galassia di Andromeda. Per quanto riguarda la prima, dato che dista 300 anni luce da noi, quando le rivolgiamo lo sguardo la vediamo com’era 300 anni fa. Mentre la galassia di Andromeda la vediamo com’era 2 milioni di anni fa. Se noi stessimo guardando questa Galassia l’8 Dicembre 2015, dovremmo aspettare 2 milioni di anni per vedere come era in realtà in quella data. Questo fenomeno è affascinante anche perché, vista la velocità della luce, possiamo intuire quanto sia grande l’Universo.

“Cosa osserviamo in realtà? Siamo convinti di essere i re di questo Universo, siamo convinti di conoscere tutto. Basta solo uno sguardo al cielo, un banalissimo sguardo per farci perdere tutta questa sicurezza. Uno sguardo ci fa pensare, ci fa perdere le conoscenze e le convinzioni secondo le quali siamo noi a comandare. Improvvisamente, con uno sguardo passiamo dall’essere dominanti, all’essere dominati. Perdiamo la dimensione più importante della nostra realtà: quella temporale. Basta uno sguardo al cielo per capire che in fondo è tutta apparenza. Ci concentriamo, cerchiamo di scoprire tutto e proprio mentre stiamo guardando quella stella che apparentemente è di fronte a noi, non ci accorgiamo che magari quella stella non esiste più da mille anni perché noi vediamo la sua immagine con un ritardo di milioni di anni! Viviamo il futuro rimpiangendo il passato, eppure basta uno sguardo per analizzare e vivere nuovamente un attimo.. Viviamo nel futuro cercando di capire il passato attraverso ogni ragionamento incredibilmente contorto eppure basta solo uno sguardo. Abbiamo sviluppato pensieri filosofici per smontare apparenze, altri pensieri per capire chi siamo e ancora una volta basterebbe alzare gli occhi al cielo per capire che l’apparenza più grande è sotto i nostri occhi. C’è sicuramente un posto molto lontano dell’Universo nel quale l’immagine della Terra arriva con un ritardo di qualche milione di anni. Pensate, se in questo momento fossimo in quel posto, riusciremmo a scoprire com’è nata la Terra, come e perché l’uomo è nato. Riusciremmo a scoprire tutto sulla nostra natura solamente cambiando posto nello spazio. Noi possiamo viaggiare nel passato, possiamo anche essere in un luogo dell’Universo in cui possiamo capire come è nato l’uomo. Eppure non lo facciamo o comunque non possiamo farlo, perché? Perché, forse, siamo solo uomini e in quanto tali non ci è dato farlo.”

Spero che questo articolo possa donare nuove conoscenze e spunti di riflessione interessanti. Se l’articolo vi è piaciuto o vi sono altre domande e considerazioni, commentate pure. Mi fa sempre piacere leggervi numerosi e spero sempre di ricevere molti commenti. Infine volevo dedicare questo articolo a una persona talmente interessante e affascinante che in sua compagnia anche il tempo diventa una dimensione superflua.
Auguro dunque una buona serata a tutti quanti ringraziandovi per il sempre puntuale supporto!

 

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13 Comments

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  1. Ciao Paolo, riesci a spiegare un concetto non proprio semplice, ma con le tue parole tutto e’ più chiaro.

    Bravo Paolo, sei impareggiabile,buona serata anche a te.

    Claudio

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  2. Ottimo articolo Paolo ! spieghi in maniera semplice e molto rilassante concetti direi complessi !
    Ma una domando mi sorge spontanea .
    Se un giorno l’ Uomo potesse raggiungere in un istante quel posto molto lontano , e poter vedere e capire come e’ nato e perché !
    Forse non saremmo piu’ uomini ? e se fosse cosi’ cosa siamo diventata in quel istante ?

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    • Ciao Roberto. È importante sottolineare innanzitutto che ora come ora non potremmo arrivare in quel famoso posto “in tempo” per vincoli legati alla fisica. Quindi se l’uomo potesse raggiungere quel posto nell’immediato vuole dire che ci sarebbe già stata una rivoluzione impressionante della fisica moderna. Difficile è trovare una risposta alla tua domanda più che altro perché in questo modo si supera davvero la scienza e si approda alla religione (per alcuni) o alla filosofia per altri. Chi può saperlo? Magari scopriremmo cose che in quanto umani non dobbiamo scoprire? Io per non parlare di religione poiché non si addice nel contesto di questo blog, per ora affermerei di essere sereni poiché fisicamente non ci arriviamo in quel posto. Poi ognuno in base alle credenze che ha può ipotizzare.

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  3. Come al solito un articolo interessante e pieno di spunti di riflessione trattato in modo piacevole e appassionante! Complimenti davvero, anche perché questo in particolare porta a soffermarsi su alcune tematiche fondamentali dell’essere uomini che trovo particolarmente affascinanti.
    Bravo Paolo!

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  4. Sei sempre molto coinvolgente in tutto quello che scrivi e condividi.
    Grazie per darmi ogni volta nuovi spunti di riflessione.
    Aspetto il prossimo !!!!
    Abbraccio
    Paola (Bo)

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  5. Bravo Palo, è veramente un piacere leggerti. Sono sempre argomenti e spunti interessanti anche per un profano come me.

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  6. Grazie per la condivisione! Contento che sia piaciuto

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