Per non dimenticare

Buongiorno a tutti cari lettori, oggi voglio proporvi un articolo per ricordare  le disastrose missioni dell’Apollo 1, del Challenger, del Columbia e dei loro eroici equipaggi. Tutti questi tre incidenti sono risultati fatali per gli equipaggi, hanno dimostrato i limiti dell’uomo ma allo stesso tempo hanno aiutato a capire dove si stava sbagliando. Andare nello spazio non è cosa facile.
Queste tre missioni hanno avuto luogo in anni diversi ma in date simili, infatti l’incidente dell’apollo 1 accadde il 27 Gennaio 1967, l’esplosione del Challenger avvenne il 28 Gennaio del 1986 e infine quella del Columbia il 1 Febbraio 2003. Ricapitoliamo dunque l’importanza di queste missioni e gli incidenti avvenuti:

Apollo 1 era appunto la prima missione del progetto Apollo. Questa missione rappresentava l’inizio del progetto lanciato dal presidente Kennedy il quale prevedeva lo sbarco dell’uomo sulla Luna entro la fine del decennio. Questa missione era di primaria importanza poiché avrebbe dimostrato le reali abilità e possibilità per gli americani di arrivare sulla Luna. L’equipaggio era costituito dagli astronauti Edward White, Roger Chaffee e Virgil Grissom. Secondo me questo era uno dei migliori equipaggi di sempre. L’esperienza di Grissom (veterano dei progetti Mercury e Gemini) si adattavano perfettamente all’entusiasmo del giovane Chaffee. Allo stesso tempo il carisma di un uomo come White aiutava ottimamente il lavoro e sicuramente avrebbe dato una grande impronta mediatica alla missione. White era L’astronauta per eccellenza; era un grande uomo con un grande coraggio e un grande talento. Alla mattina era sempre pronto a correre per allenarsi per le sue missioni. Edward fu anche il primo a compiere la prima passeggiata spaziale americana (se siete interessati è presente l’articolo al seguente link: https://paoloastromori.wordpress.com/2014/05/08/limpresa-di-edward-white/). Era il 27 Gennaio 1967 e tutto era pronto per il lancio e per iniziare la corsa alla Luna. L’equipaggio si stava distendendo nei rispettivi sedili orizzontali, mentre un problema relativo al sistema di comunicazione era stato riparato. Improvvisamente, una voce urlò a proposito della presenza del fuoco nella cabina. L’ultima registrazione ha avuto luogo 17 secondi dopo il primo messaggio di allerta con la frase  “Stiamo bruciando!”. La trasmissione si concluse con un grido di dolore. L’equipaggio non ebbe la possibilità di fuggire, dato che il portello con apertura interna poteva aprirsi solo con la capsula non pressurizzata. Nel migliore dei casi sarebbero occorsi almeno 90 secondi per aprirla, mentre l’equipaggio morì in appena 15 secondi.

White, Grissom e Chaffee
White, Grissom e Chaffee

Unknown

Il 28 Gennaio 1986 era programmata la missione STS-51-L del programma Shuttle. La navetta incaricata di portare l’equipaggio in orbita era lo Shuttle Challenger. L’equipaggio era il seguente:

Comandante: Francis “Dick” Scobee
Pilota: Michael J. Smith
Specialista di missione 1: Judith Resnik
Specialista di missione 2: Ellison Onizuka
Specialista di missione 3: Ronald McNair
Specialista del carico utile 1: Gregory Jarvis
Specialista del carico utile 2: Christa McAuliffe, Christa era anche la prima insegnante ad andare nello spazio a seguito della vincita del progetto creato dalla Nasa, chiamato Teacher in space.
A 73 secondi dopo il decollo, si verificò un grosso problema alla guarnizione O-ring al segmento inferiore del razzo a propellente solido (booster) destro. A causa di questo problema si verificò un esplosione tanto potente da non lasciare scampo all’equipaggio del challenge e distruggendo così completamente tutta la navetta.

Immagine dell'esplosione del Challenger
Immagine dell’esplosione del Challenger
L'equipaggio della missione
L’equipaggio della missione

L’uno Febbraio 2003 dopo una missione di 15 giorni nello spazio, lo space shuttle Columbia si apprestava a completare la missione STS-107. La missione procedeva secondo i piani ma durante il rientro lo shuttle si disintegrò sopra i cieli del Texas, non lasciando speranza agli astronauti. Durante il lancio un pezzo staccatosi dal booster colpì l’ala sinistra del Columbia rovinando gravemente lo scudo termico che non riuscì a sopportare il rientro.
L’equipaggio della missione STS-107 era composto da:
Comandante: Rick Husband
Pilota: William McCool
Specialista di missione: David Brown
Specialista di missione: Kalpana Chawla
Comandante del carico utile: Michael Anderson
Specialista di missione: Laurel Clark
Specialista del carico utile: Ilan Ramon

L'equipaggio del Columbia
L’equipaggio del Columbia
STS107-crash-04
I frammenti dello space shuttle columbia dopo l’esplosione
Unknown
Il casco di uno degli astronauti trovato dopo l’esplosione a terra

Io sono solo un ragazzo di 17 anni ma voglio dedicare queste parole agli equipaggi di queste missioni. Questi sono i veri uomini che si sacrificano per l’umanità, questi sono i veri eroi. Queste persone sono morte facendo ciò che amavano e soprattutto sono morte mentre stavano vivendo un sogno. Un astronauta sa che andare nello spazio può essere fatale; un astronauta sa che prima del lancio, quando saluta la famiglia, quella potrebbe essere l’ultima volta; un astronauta sa che sta per realizzare un sogno che ha comportato grandi sacrifici. Dobbiamo ringraziare questi uomini che servono per il futuro e per la tecnologia. Dobbiamo immedesimarci nelle famiglie di questi eroi che hanno visto queste tragedie per capire il coraggio e la profondità degli astronauti. Questi non nascondono di avere paura, il quale è un sentimento umano, ma la vogliono contrastare per realizzare un sogno e per aprire il futuro dell’umanità. La paura può essere sconfitta, ma la morte no. La morte fa parte del destino. Il destino lo si deve accettare. Come l’astronauta accetta di realizzare l’impossibile viaggiando tra le stelle, accetta anche la percentuale di possibilità di non tornare.
Ci sono uomini che sicuramente sono passati alla storia per grandi imprese, ma quando alle persone chiedi chi sia il comandante Husband dell’ STS-107, quasi nessuno sa chi sia. Questo è un peccato perché personalmente penso che questi uomini meritano un ampio spazio nella storia poiché sono stati veri eroi che hanno perso la vita per realizzare i loro sogni. Un immenso grazie a Grissom, White, Chaffee, Scobee, Smith, Resnik, Onizuka, Mcnair, Jarvis, McAuliffe, Husband, McCool, Brown, Chawla, Anderson, Clark e Ramon; siete EROI! ”

Qui un video ricordo della missione sta 107 davanti al quale onestamente io non riesco a trattenere le lacrime:

Spero che l’articolo vi sia piaciuto. Chiedo infine a tutti voi di commentare con l’hastag #pernondimenticare su tutti i social network spiegando come avete vissuto quei momenti e rispondendo alla domanda: Andreste nell’universo come ambasciatori dell’umanità accettando i pericoli che questo comporta?

Ringrazio a tutti per l’attenzione e spero commentiate in molti!
Un saluto,
#pernondimenticare

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2 Comments

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  1. stupendo ed emozionante ….mi riferisco al video …..porta sicuramente a una profonda riflessione sull’accaduto . Grazie Paolo ,spieghi bene come sono avvenuti gli incidenti ,ci hai aiutato a ricordare eventi tanto importanti nella nostra storia , e che davvero ,sono pienamente d’accordo , non dobbiamo dimenticare .RINGRAZIAMO QUESTI RAGAZZI ,RINGRAZIAMO QUESTI EROI . La loro esperienza è servita per migliorare la tecnologia ….#pernondimenticare

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