I cosmonauti perduti

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Benvenuti a tutti sul nuovo blog!

Oggi, come primo argomento, volevo proporvi delle interessanti realtà riguardanti i primi voli nello spazio da parte dell’unione sovietica.

Molti siti e molti libri affermano che i cosmonauti perduti sono quei cosmonauti che sono stati inviati dall’unione sovietica nello spazio in modo nascosto e oscuro alle altre nazioni e una volta avuto un problema (in orbita o in fase di atterraggio) , piuttosto che sfigurare davanti a tutto il regime, avrebbero lasciato questi cosmonauti alla loro triste sorte, tenendo ovviamente tutto ciò nascosto.

E’ importante affermare che le notizie di queste missioni fallite sono da prendere con le pinze poiché come è riconosciuto, l’unione sovietica non ha mai rilasciato tracce di questo e le uniche testimonianze che abbiamo sono le intercettazioni delle comunicazioni da parte dei fratelli radioamatori Judica-Cordiglia che avevano come centro di ascolto Torre Bert, nei pressi di Torino

Non del tutto prive di fondamento sono le ipotesi secondo cui queste missioni fallite sono state appositamente affidate a cosmonauti che davano fastidio al regime.

Senza dilungarmi troppo, dal momento che non vorrei annoiarvi vi propongo qualche esempio di presunto cosmonauta perduto.

“LUDMILLA”

Ludmilla, questo è il nome della cosmonauta la quale, stando alle intercettazioni dei Fratelli Judica Cordiglia, abbia urlato di vedere una fiamma e aver sentito un calore crescente durante il rientro, finendo così probabilmente bruciata.

“IL COSMONAUTA MORENTE”

Sempre i fratelli Judica Cordiglia e un “nuovo radioamatore” Mario del Rosario avrebbero udito dallo spazio un battito cardiaco e un respiro molto affannoso di un cosmonauta morente.

“IL PRIMO VIAGGIO DI UNA DONNA NELLO SPAZIO”

Valentina Tereskhova (nell’immagine iniziale) fu la prima donna nello spazio a tornare viva. Questa missione sembrò essere stata perfetta ma in realtà Valentina rivelò dei retroscena nascosti che fecero capire la sua vera missione. Infatti quando la cosmonauta russa era nello spazio qualcosa andò storto ed ebbe problemi con l’orbita della sua navicella la quale era minuscola e lei rimase legata al sedile con la tuta e il casco addosso per tutte le 70 ore e 50 minuti del volo.

In questo volo il suo fisico fu messo a dura prova e la nausea la indebolì ancora di più. Nella fase di rientro l’astronauta si sarebbe dovuta lanciare all’esterno della navicella e giungere a terra con il paracadute. Il vento la spinse e il fisico non era pronto per fronteggiare una tale sfida. Quando toccò terra il suo volto si schiantò rovinosamente sul suolo rimediando così una brutta botta. Ma il primo viaggio di una donna doveva rappresentare qualcosa di trionfale. Quindi una volta che si era ripresa la riportarono sul luogo dell’atterraggio con una nuova tuta e uno “sgargiante” sorriso per le cineprese.

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Questi sono solo tre esempi di diversi accadimenti non del tutto certi. Bisogna dire che queste testimonianze sono state rivalutate e criticate. La mia è una posizione oggettiva e frutto di una ricerca di fonti pro e contro questi avvenimenti. Nonostante le ricerche, le verità difficilmente si avranno e queste sono solo potenziali avvenimenti di cui non si sa molto se non quello che detto sopra. Infine si deve sottolineare che queste realtà, se vere, accadevano in tempi (1960/70) in cui la conquista dello spazio era un obiettivo militare e non nei tempi odierni che si basano sulla reciproca onestà e collaborazione nel nome della scienza.

Non voglio annoiarvi quindi spero di avervi offerto uno spunto interessante e se sarete interessati si potrà anche approfondire di più dal momento che è un argomento molto vasto (anche in relazione alla fine di Gagarin).

Grazie per la vostra attenzione e per la vostra curiosità. Un saluto a tutti!

Bibliografia: Principalmente il libro di Enrico Grassani, “Yuri Gagarin e i primi voli spaziali”

 

 

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7 Comments

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  1. Ciao il tuo articolo e’molto appassionante e…….inquietante …..in effetti noi seguiamo gli astronauti e le loro missioni senza pensare a questi fatti avvenuti lungo la storia della scoperta dello spazio e sono contenta che ragazzi appassionati come te ci informino e ci aiutino a capire …..del resto sappiamo che la storia e’ fatta anche da insuccessi , di tentativi ed esperimenti che ci portano alle mete raggiunte oggi . Grazie Paolo sei forte….la tua passione ti porterà lontano

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  2. ciao paolo,complimenti x la tua idea,ti seguirò’…..!!!!!

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  3. Ciao Paolo, mi pare che recentemente la Russia abbia ammesso che la prima astronauta Ludmilla effettivamente sia morta in quanto lo scudo termico aveva ceduto o non era sufficiente al rientro nella gravità. Lei sapeva che stava morendo perché sentiva velocemente il calore aumentare.

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    • Ciao Stefano, questa tua notizia è interessante. Scusa se ho tardato nel risponderti, ma volevo documentarmi bene prima di replicare. Onestamente su quanto affermi non ho trovato niente. Anzi, ho trovato altre testimonianze della Russia che nega a proposito dell’incidente, affermando che in fase di rientro, data la ionizzazione dell’aria, non era possibile avere un contatto radio con l’astronauta. Questo è principalmente vero, ma la fase di ionizzazione non dura per tutta la fase di rientro. Sarebbe interessante se riuscissi a girarmi la bibliografia della risorsa su cui hai trovato ciò che affermavi per curiosità e per dare ancora più fondamento a questi accaduti. Grazie per il tuo commento!

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  4. La storia di Ludmilla e del cosmonauta morente mi mettono i brividi, il solo pensiero mi fa stare male per loro.
    Ora DEVO assolutamente informarmi di più!
    Che letture mi consigli? (Anche in inglese, se la bibliografia dovesse essere più ampia!)

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    • Ciao Valeria. Hai proprio ragione, pensare a quegli attimi toglie davvero il respiro. E’ incredibile quanto sia disposto a fare un regime pur di non sfigurare davanti ad altre nazioni.
      Per quanto riguarda la bibliografia, come citavo alla fine dell’articolo, il libro “Yuri Gagarin e i primi voli spaziali” (di Enrico Grassani) è ottimo. A me è piaciuto moltissimo e soprattutto entra molto nei dettagli. Esso racconta anche la tragica fine di Yuri Gagarin, la quale è abbastanza sconosciuta e allo stesso tempo ancora abbastanza nascosta.

      Attualmente sto leggendo un libro in inglese molto interessante. Si intitola: Cold War Space Sleuths, the untold secrets of the soviet space program. Gli scrittori sono alcuni “detective” (radioamatori) provenienti da tutta Europa che hanno indagato a proposito del programma spaziale sovietico. Ecco qui il link dove puoi trovare più informazioni su questo libro: http://www.springer.com/engineering/mechanical+engineering/book/978-1-4614-3051-3

      Onestamente questi sono due dei migliori libri che ho letto a riguardo di questo tema e mi hanno suscitato grandi emozioni. In futuro voglio leggere un libro chiamato “Il mistero dei cosmonauti perduti” di Luca Boschini. Di questo non voglio esprimere parere perché non lo ho ancora letto ma potrebbe rivelarsi interessante.

      Spero di esserti stato utile con questa risposta, se hai altre domande sono ben lieto di risponderti.
      Voglio concludere facendoti i complimenti per il tuo blog, bello e curato!
      Grazie per il tuo commento,
      Un saluto

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